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Aula di educazione alimentare - Non è la solita zuppa

mangiare e sapere il cibo della cultura la cultura del cibo

Mangiare e sapere – La cultura del cibo/Il cibo della cultura

Raffaela Donati Coordinatrice PedagogicaRaffaela Donati Coordinatrice Pedagogica

Perchè questo stretto legame tra cultura e cibo?

Perchè, come ci spiega il Prof. Massimo Montanari “ogni atto legato al cibo porta con sé una storia ed esprime una cultura complessa”. Il cibo non viene solamente ingerito ma, prima di entrare nella bocca viene progettato e pensato acquistando di conseguenza una grande valenza simbolica.

L’uomo é l’unico animale che non consuma il cibo come gli si presenta davanti in natura, ma al contrario lo modifica, lo trasforma a seconda delle sue esigenze, delle sue preferenze, della sua identitá. Ecco che allora il cibo da elemento della natura diventa elemento della cultura in quanto inventa e trasforma il mondo. Un piatto di spaghetti al pomodoro non é solo un cibo, ma é il simbolo dell’identitá culturale di un paese. E’ l’unione tra la tecnologia produttiva di un alimento nata nella Sicilia Araba unita ad un prodotto americano importato in Europa dai conquistatori spagnoli. “Il cibo é cultura quando si produce perchè l’uomo ambisce a creare il proprio cibo, il cibo é cultura quando si prepara perchè una volta acquisiti i prodotti base della sua alimentazione l’uomo li trasforma mediante la sua tecnologia, il cibo é cultura quando si consuma perchè l’uomo lo sceglie con criteri legati sia alla dimensione nutrizionale, sia a valori simbolici”. 1

Ed é questa la filosofia di fondo che sta alla base del progetto e che ha portato alla nascita dell’Aula di Educazione Alimentare, “Non é la solita zuppa” , Centro di Documentazione e Ricerca, punto di riferimento e supporto sia per la scuola che per la cittadinanza, laboratorio di formazione per ragazzi ed adulti, promotorice di iniziative volte all’acquisizione di un consumo consapevole e ad un conseguente miglioramento dello stile di vita.

Mangiare e sapere - La cultura del cibo, il cibo della cultura

Redigere un progetto di educazione alimentare, non poteva non tener conto dello stretto legame, come ho giá ribadito precedentemente, tra cibo e cultura ed é proprio da lí che siamo partiti, da tutte le storie che stanno dentro al cibo stesso:

Cibo come strumento del vivere sano, cibo come stile di vita, espressione di socialitá, strumento di incontro e scambio fra generazioni e popoli, come specchio della storia, delle tradizioni e dell’economia di un territorio.

Mangiare e sapere - La cultura del cibo, il cibo della culturaPer rendere efficace il progetto si é resa necessaria una forte alleanza e sinergia con tutte le realtá presenti sul territorio, che risulta estremamente ricco in questo senso, costruendo una fitta rete di relazioni coordinate dall’amministrazione comunale. Una rete di relazioni che si struttura non solo in rapporto ad una iniziativa stimolo ma con l’alto obiettivo di cercare di costruire una comunitá educante nella quale l’apprendimento é inteso come processo costruttivo: spazio in cui si educa e si viene educati.

Essendo il progetto pluriennale, abbiamo stabilito alcuni obiettivi concreti e facilmente raggiungibili al termine di ogni annualitá (abbiamo dovuto fare anche i conti con il momento storico particolare che stiamo vivendo, caratterizzato da una grave crisi economica e che di conseguenza ci fa partire a costi quasi zero – riteniamo questa una bella scommessa e forse potrebbe essere la dimostrazione che non sempre vi é bisogno di grandi risorse economiche per raggiungere alti obiettivi). Abbiamo deciso di iniziare una fase sperimentale, coinvolgendo i bambini delle classi terze di tutte le scuole primarie del territorio (saranno coinvolti in totale 140 bambini circa, i loro insegnanti e i loro genitori). Questa scelta é stata dettata sia dalla necessitá di avere un numero abbastanza ristretto su cui effettuare la sperimentazione sia perchè ci permette di avere una continuitá nell’arco di tre anni.

Obiettivo del primo anno é la realizzazione degli orti scolastici. Abbiamo deciso di partire dall’elemento Terra in quanto rappresenta il legame con l’ambiente e l’origine di tutti gli alimenti; come molti sappiamo due bambini su dieci (in etá tra i sette ed i dodici anni) non hanno mai incontrato un animale domestico, produttore di alimenti, e otto bambini su dieci non hanno non solo mai visto un orto ma non hanno la minima idea di come vengono prodotti gli ortaggi piú comuni (patate, pomodori, carote). Attraverso la costruzione di un’esperienza che coinvolge anche la stimolazione sensoriale vorremmo abituare i ragazzi a coltivare la curiositá, a riconoscere le differenze tra varietá di frutta e verdure apprendendo il concetto di diversitá ed avviando cosí un’esperienza di sviluppo del comportamento.

Avvicinare i ragazzi alla Terra facendo loro coltivare dei frutti e delle verdure piú o meno conosciuti é un modo per educarli alla varietá, alla stagionalitá, ai metodi di coltivazione integrata e a basso impatto ambientale, al rispetto della natura, ad incuriosirsi per ció che é diverso e ad assaggiare ció che loro stessi coltivano.

Quella degli orti puó sembrare un’idea molto semplice, in realtá ha dei risvolti profondi e complessi che accenneró brevemente.

Mangiare e sapere - La cultura del cibo, il cibo della cultura

L’orto permette di maturare la competenza di “affrontare e risolvere problemi” in situazioni reali e concrete, si imparano ad affrontare ipotesi e soluzioni, cooperando, collaborando e verificando sul campo; le soluzioni diventano frutto di ricerca, tentativi, fallimenti, buone riuscite, da controllare quotidianamente. Il controllo e l’analisi delle variabili é un compito ed uno studio mentalmente raffinato e sta alla base del pensiero scientifico.

Per la realizzazione di un buon lavoro sono necessari saperi ed informazioni, sapere e saper fare. Le fonti diventano indispensabili: i libri, gli insegnanti, gli ambienti strutturati (ad. es. la biblioteca), le persone, gli esperti del mestiere (i nonni, i ragazzi dell’Ist. Agrario e dell’ist. Alberghiero). Quando i bambini alla termine del quinto anno dovranno “passare le consegne” comprenderanno il senso e il valore di diventare competenti, la ricchezza dell’avere qualcosa da trasmettere e da dare agli altri.

Impareranno il valore del tempo/spazio naturale e biologico e la relazione con il consumo. L’orto produce in base alle risorse naturali ed al lavoro dell’uomo. E’ un’azione importante in un contesto come quello attuale che propone linee e modelli di tempo di vita molto diversi: ad es. il modello della rete globale (prima di tutto la TV e a seguire internet), la globalizzazione degli scambi che consente di avere a disposizione tutto e sempre, in ogni luogo, in ogni periodo; questa riscoperta porta a riconsiderare e rivalutare non soltanto i sensi percettivi, ma anche temi generali di fondo che parlano di societá umana globale: ad esempio il tema del rapporto tra scelte produttive in serie e sostenibilitá biologica del pianeta…in definitiva i ragazzi apprendono a guardare le cose in modo complessivo con uno sguardo ampio e sintetico, a partire da azioni molto analitiche e specifiche.

Impareranno a riconoscere il senso di dare forma a tutto il sapere e all’esperienza accumulata in diversi modi: innanzitutto passando le consegne della gestione dell’orto, di cui abbiamo giá sottolineato il carattere personale e sociale di questa azione educativa e culturale, ma anche l’aspetto culturale del comunicare agli altri ció che sanno e ció che sanno fare, ai genitori, ai cittadini della propria esperienza di persone competenti mostrando, spiegando e presentando i loro prodotti, e qui un particolare grazie alla collaborazione e all’adesione al progetto di Coop Adriatica, che ci permetterá di fare ció in spazi attrezzati ad hoc e che ci dará una esperta mano negli incontri con i genitori e gli insegnanti.

La sperimentazione del primo anno culminerá in una festa di ampia visibilitá cittadina che abbiamo pensato chiamarsi “Gli orti in Piazza”

Questi gli obiettivi che andranno ad arricchire il lavoro dell’orto nei prossimi anni:

Anno scolastico 2011/2012

Conoscenza del territorio da un punto di vista storico/naturalistico

Le produzioni locali/concetto di filiera/km 0/ecosostenibilitá

Realizzazione di una mappa educativa delle produzioni del territorio, fruibile dalla scuola e dalle famiglie. In collaborazione con il Master “Storia e cultura dell’alimentazione”

Trasformazione dei prodotti/Laboratori di cucina (Coinvolgimento in questa fase dell’Istituto Alberghiero di Casalecchio di Reno)

Creazione di un percorso ponte tra scuola dell’infanzia e scuola primaria

Anno scolastico 2012/2013

Tematica centrale

Il cibo nostro e quello degli altri. Incontri/Contaminazioni/Adattamenti/Trasformazioni (nel corso della storia ed odierni)

Un ringraziamento particolare anche a tutti gli insegnanti che credendo nella validitá del progetto, con grande professionalitá e sicuramente passione, si sono uniti a noi in questa grande scommessa che auspichiamo possa essere altrettanto grande anche da parte delle famiglie coinvolte.

Foto gentilmente concesse da Gabriella Guerra.

1 M. Montanari “Il cibo come cultura” Editori Laterza, Bari 2004

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