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Comune di Sasso Marconi
Assessorato alla Pubblica Istruzione

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Con il patrocinio di:

Aula di educazione alimentare - Non è la solita zuppa

mangiare e sapere il cibo della cultura la cultura del cibo

Report progetto “MANGIARE e SAPERE Il cibo della cultura – La cultura del cibo” anni 2010-2012

Progetto promosso dal Comune di Sasso Marconi:
Assessorato all’Istruzione – Aula di Educazione Alimentare “Non è la solita zuppa”
Referente: Marilena Lenzi (Assessore all’Istruzione)
Coordinatrice pedagogica: Raffaela Donati
Consulenza tecnica: Gianlorenzo Calzoni

Il progetto

Il progetto ha preso concretamente avvio l’8 ottobre 2010 con la presentazione ufficiale presso la Sala consiliare del Comune di Sasso Marconi.
A seguire, la presentazione è stata effettuata anche presso le scuole primarie, rivolta ai genitori dei bambini direttamente coinvolti, i quali hanno dimostrato di aderire con entusiasmo al progetto.
Sono quindi avvenuti una serie di incontri – condotti dal Prof. Calzoni e dalla Dott.ssa Donati – con i ragazzi delle classi terze dell’Istituto Agrario Ferrarini, attori del progetto in veste di tutor, per programmare e concordare le modalità, le tecniche e i contenuti dei loro interventi nei confronti dei bambini delle scuole primarie. Incontri effettuati nei mesi di ottobre e novembre 2010: insieme si sono identificati i terreni per la realizzazione degli orti (poi recintati), sono iniziati i lavori e la concimazione con lo stallatico. All’ultimo incontro erano presenti anche i ‘nonni’, individuati dal Centro sociale ‘Casa dei Campi’, che hanno raccontato le loro storie di bambini orticoltori, e sono state progettate nel dettaglio le tipologie di colture che si sarebbero poi seminate.
Contemporaneamente ha preso avvio il corso d’aggiornamento per gli insegnanti, che si è tenuto presso l’Aula di Educazione Alimentare al Borgo di Colle Ameno:

25/10/2010

Prof. Gianlorenzo Calzoni (Docente di Botanica dell’Università di Bologna)
Conoscenze di base sui prodotti del territorio. La realizzazione dell’orto; principi di orticoltura, cenni di Botanica (conoscenze tecniche di coltivazione integrata e tradizionale. La preparazione del terreno, la scelta delle varietà da coltivare, la semina).

06/12/2010

Dott.ssa Raffaela Donati (Pedagogista, specialista in Storia e cultura dell’alimentazione)
L’educazione alimentare e del gusto; l’approccio sensoriale all’alimentazione; la degustazione:esperienza e grammatica del gusto
Il corso d’aggiornamento, aperto a insegnanti, genitori e cittadini, è proseguito con altri due incontri ad aprile, incentrati sulla cura dell’orto dal punto di vista tecnico ed educativo. Il 14 marzo 2011 è stato realizzato un incontro di verifica e messa a punto del progetto con tutte le parti coinvolte.
Contemporaneamente la Dott.ssa Donati ha tenuto alcune lezioni sull’uso degli additivi e l’influenza della pubblicità nei comportamenti alimentari, a due classi seconde dell’Istituto Alberghiero Scappi; al termine di queste lezioni sono stati individuati alcuni ragazzi che condurranno con la Dott.ssa un incontro sulle stesse tematiche, rivolto ai genitori delle scuole primarie.

Il lavoro con le scuole

Nel mese di febbraio 2011 i bambini, accompagnati dai loro insegnanti, si sono recati presso l’Istituto Agrario Ferrarini, per effettuare la semina nella serra riscaldata. Hanno visitato il luogo dove studiano i loro amici più grandi, e una studentessa ha illustrato loro, con l’aiuto di alcune slide di presentazione, come il loro seme sarebbe diventato nel tempo una piantina. Contemporaneamente, ai bambini sono stati affidati alcuni vasetti da tenere in classe, per verificare quotidianamente l’evolversi di ciò che avevano seminato.
Nel mese di maggio 2011 le classi si sono recate in visita a Montebello di ‘Coop Attività Sociali’, dove hanno avuto la possibilità di relazionarsi con i disabili presenti nella struttura: alcuni di loro li hanno accompagnati insieme agli educatori durante la visita, trasmettendo ai bambini il sapere acquisito in tanti anni di frequentazione e di attività pratica. Alla visita era presente anche un entomologo dell’Università di Bologna (dott. Gianumberto Accinelli – progetto UGEA) che ha offerto ai bambini la possibilità di comprendere come anche gli insetti rappresentino un alto valore ecologico.
L’11 giugno, in occasione della “Zer0fest” (la festa dedicata alla riduzione dei rifiuti e al riutilizzo delle risorse) è stata allestita una bancarella con i prodotti degli orti delle scuole: i prodotti sono stati venduti ai cittadini direttamente dai bambini delle scuole.
In occasione delle feste di fine anno delle scuole, tutti i plessi hanno presentato ai genitori i prodotti degli orti.

Gli incontri per i genitori

Da marzo 2011 hanno avuto inizio a Colle Ameno, con cadenza mensile, gli incontri rivolti ai genitori delle classi coinvolte nel progetto. Questo il calendario:

10/03/2011

Verdure e dintorni – I trucchi per renderle più appetibili
a cura degli Insegnanti di Scienze dell’alimentazione e di Cucina dell’Istituto Alberghiero Scappi di Casalecchio di Reno.

07/04/2011

Un look che conquistà – coloranti ed additivi/come leggere le etichette
a cura della Dott.ssa Raffaela Donati, specialista in storia e cultura dell’alimentazione, in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Alberghiero Scappi di Casalecchio di Reno.

Ottobre 2011

In bocca al lupo – Un viaggio all’interno della pubblicità per comprenderne i meccanismi e non farsi trarre in inganno.
A cura di Coop Adriatica/Educazione al Consumo Consapevole, partner del progetto.

Le attività per i cittadini

Parallelamente all’attività con le scuole, sono stati organizzati eventi rivolti alla cittadinanza.
Il 28 febbraio 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Lentezza, abbiamo partecipato con un laboratorio intitolato “I sensi all’erta” – strutturato per bambini ed adulti – alla manifestazione organizzata da Marakanda, Coop Attività Sociali, che si è tenuta al Borgo di Colle Ameno.
In collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità, si è deciso di celebrare l’8 marzo 2011 con una serie di iniziative legate al tema ‘Donne e Cibo’. Il 5 marzo è stata inaugurata una mostra di pittura con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Bologna dal titolo “Cibo da creare, il cibo dell’anima”; il 6 marzo, all’interno della sala mostre “Renato Giorgi”, un aperitivo artistico “Cibo da vedere, cibo da gustare”, condotto dal Prof. Fabrizio Lollini docente di Storia dell’arte dell’Università di Bologna, ha guidato i partecipanti in un viaggio attraverso i sensi all’interno di opere d’arte ispirate al cibo.
In occasione di “Tartufesta” 2011, la Sala del Consiglio Comunale è stata trasformata in un laboratorio teorico/pratico per imparare a fare le tagliatelle, corredato da storia e storie di tagliatelle (con degustazione finale!): la richiesta di partecipazione è stata talmente alta che il laboratorio è stato articolato in due serate, e nonostante questo 80 persone sono rimaste in lista d’attesa, e il laboratorio è stato riproposto nell’edizione 2012 di “Tartufesta”.
Durante “Tartufesta” 2011 è stato inoltre presentato il video “Impariamo l’orto”, di Ruggero Pini, che documenta il lavoro svolto dai ragazzi delle scuole durante il 1° anno di attività del progetto.
La settimana precedente il Natale abbiamo ricreato, sempre in Sala Consiliare, l’antica usanza, estremamente socializzante e di aiuto reciproco, di preparare insieme i tortellini. Anche questa iniziativa ha avuto un’ampia risposta da parte dei cittadini.

Coltiviamo comunità: il progetto nel 2012

Nel 2012, il progetto è proseguito con le seguenti modalità:
Consolidamento del lavoro negli orti delle 4 scuole elementari di Sasso Marconi, sempre con il tutoraggio degli studenti dell’Istituto Agrario Ferrarini e con gli anziani dei Centri Sociali.
Affiancamento, sempre in veste di tutor, degli studenti dell’Istituto Alberghiero Scappi. I bambini delle scuole primarie sono stati a rotazione ospiti per una giornata presso l’Istituto Alberghiero e condotti alla scoperta sensoriale e all’uso in cucina degli ortaggi da loro prodotti. Gli incontri sono culminati con un pranzo conviviale preparato dai loro amici più grandi.
Presso i Centri Sociali del territorio, sono stati attivati laboratori di cucina e memoria contadina per i bambini delle scuole primarie, che hanno ad esempio imparato a preparare la sfoglia, a cagliare il latte, a fare i tortelloni (assaggiando poi assieme ai loro esperti “tutor” il frutto del lavoro svolto in cucina. Parallelamente, in collaborazione con la Biblioteca comunale, è stato attivato un laboratorio di ricerca relativo agli usi/costumi, leggende, storie del nostro mondo contadino. Giorgia Cannarella, tirocinante della Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, ha avviato una ricerca relativa al mondo contadino
con l’obiettivo di organizzare il materiale raccolto in un opuscolo, ad uso delle singole classi.
Le “nonne” dei Centri sociali si sono recate nelle classi per raccontare le loro esperienze,  rievocando le usanze contadine del nostro territorio, illustrando tradizioni e curiosità legate alla coltivazione dell’orto, alla preparazione dei cibi “alla maniera di una volta” ecc.
Dalla primavera 2012 al termine dell’anno scolastico, i bambini delle scuole elementari hanno partecipato al mercato agricolo ‘Dalla mia terra alla tua tavola’, promosso dall’Amministrazione comunale nella frazione di Borgonuovo, mettendo in vendita il “sale odoroso” e altri prodotti coltivati negli orti delle scuole.
I ragazzi dell’Istituto Agrario hanno collaborato con i “colleghi” dell’Alberghiero per realizzare un orto di erbe aromatiche: gli studenti hanno così potuto seguire una filiera in tutte le sue fasi.
Le classi delle scuole primarie si sono recate a rotazione presso il laboratorio d’arte “Marakanda” di Coop Attività Sociali, per stampare su borse di cotone (con il supporto dei ragazzi diversamente abili del laboratorio e dei loro insegnanti), un loro
elaborato pittorico relativo all’esperienza condotta
A maggio, gli studenti delle scuole primarie si sono recate a ‘Montebello’ per proseguire il percorso intrapreso nel precedente anno scolastico. In questo caso, l’esperienza è stata di tipo laboratoriale, incentrata sul riconoscimento delle piante aromatiche prodotte a Montebello, attraverso attività sensoriali e manipolazioni in cucina.
In occasione di “Tartufesta” 2012, sono stati organizzati due laboratori rivolti ai bambini: un laboratorio di panificazione, in cui imparare a trasformare il grano in farina e a preparare il pane utilizzando lievito madre e farina naturale, e un laboratorio di cucina creativa, in cui i bambini, sotto l’esperta guida della cuoca Maria Antonietta Altamura, si sono trasformati per un giorno in piccoli chef, preparando un gustoso pranzo da condividere con i genitori.
Le attività del 2012 sono documentate in un video – “Coltiviamo comunità” – di Ruggero Pini, presentato in Municipio il 26 gennaio 2013.

Gli obiettivi del 2013

Il progetto prosegue nel 2013 sul tema “Cibo, identità, territorio”, con l’obiettivo di:
far conoscere ai bambini i luoghi e i modi della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari;
comprendere le relazioni esistenti tra sistemi produttivi, consumi alimentari e salvaguardia dell’ambiente;
favorire l’adozione di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali attraverso la conoscenza e il consumo di prodotti agroalimentari di qualità ottenuti nel rispetto dell’ambiente o legati alla tradizione e cultura dei territori rurali;
confrontarsi con le abitudini e gli stili alimentari di altri Paesi. “Camst”, gestore del servizio di mensa scolastica, diventerà partner del progetto, promuovendo incontri mensili con gli studenti delle classi quinte, durante i quali verranno illustrati i piatti
etnici proposti periodicamente nel menu scolastico, permettendo ai ragazzi di conoscere storia, caratteristiche e apporto nutrizionale del piatto.
Continuerà l’attività negli orti con supporto dei ragazzi dell’Istituto Ferrarini e degli anziani dei Centri Sociali e la coltivazione delle erbe aromatiche (in collaborazione con gli studenti dell’Alberghiero).
Sono previsti laboratori di cucina presso i Centri Sociali: l’ingrediente principale sarà quest’anno la farina di castagne.

E’ in programma un percorso didattico dedicato al pane e ai cereali (“La via del pane e degli altri cereali”) che comprende: visita ad un antico mulino per conoscere le tecniche di macinatura e di setaccio della farina, visita a un forno del territorio per imparare a preparare i derivati del pane (grissini, biscotti ecc.), esplorazione diretta in supermercato, con analisi dei prodotti in classe.
Nella seconda parte dell’anno scolastico i bambini delle seconde classi saranno affiancati da quelli delle quinte come tutor per il passaggio di consegne degli orti. Sempre per i bambini delle seconde, è prevista un’introduzione all’argomento “cibo”
attraverso un percorso sensoriale supportato dal ludobus dell’associazione “Senza il Banco”.
I ragazzi di Montebello e Marakanda saranno ospiti delle scuole per una mattinata e visiteranno gli orti, assieme agli studenti (con merenda finale).
A chiusura dell’anno scolastico si terrà una festa finale in piazza a Sasso Marconi, con esposizione di tutta la documentazione del progetto “Mangiare e sapere”.
E’ inoltre in programma un corso di aggiornamento per il personale docente, dedicato all’educazione alimentare e alla sostenibilità del ‘sistema cibo’.
Nel corso dell’anno scolastico 2011-12, alcune insegnanti di classi non coinvolte nel progetto si erano rivolte ai pediatri di libera scelta o avevano attivato autonomamente percorsi di educazione alimentare. E’ nata così l’idea di dar vita a un corso di
formazione coordinato dalla dr.ssa Donati, da destinare a tutti gli insegnanti delle scuole infanzia, primaria e secondaria degli Istituti Comprensivi di Sasso Marconi e agli educatori della scuola e dei laboratori “Marakanda” e “Montebello” di Coop. Attività Sociali.
Il progetto si articola in 5 incontri della durata di 2 ore ciascuno, anche con esperienze pratiche da proporre in classe, dedicati ai temi: Il piacere del cibo, Il cibo come cultura, Il cibo e l’ambiente, Il cibo in vetrina (gestito da Coop Adriatica), Cibo e Nutrizione (gestito da “Camst”)

Documentazione e informazione

Tutte le fasi del progetto sono state videodocumentate da Ruggero Pini dell’Associazione Culturale ‘AcerBo’; il materiale girato è stato assemblato in due video – “Impariamo l’orto” e “Coltiviamo comunità” – che documentano rispettivamente le attività del 1° e del 2° anno del progetto.
Il sito internet www.auladieducazionealimentaresassomarconi.it contiene tutte le informazioni sul progetto e avrà presto un blog per permettere a tutti i soggetti coinvolti di rimanere in costante contatto tra loro. Nella sezione ‚Ringraziamenti? sono elencati tutti gli sponsor che sostengono il progetto.
Con uno stagista del Master Universitario “Storia e cultura dell’alimentazione”, Nicolò Belli, è stata abbozzata, attraverso il censimento dei produttori locali, una prima mappa educativa per le scuole e per la cittadinanza più ampia, raggruppando in filiere le singole produzioni presenti sul territorio. La bozza è stata articolata e ampliata attraverso collegamenti con le realtà museali e culturali presenti sul territorio, con l’aiuto di un tirocinante di Scienze della Formazione, Pierre D’Alfonso.
A chiusura del progetto triennale, verranno realizzati un terzo video di documentazione e un convegno (ottobre 2013).
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Tortellini – Storia

I tortellini, tra storia e leggenda

Tortellini

Foto proveniente da Wikipedia

La storia del tortellino sembra sia da ricercarsi sul fondo di un secchio.

Per amor di verità, di una secchia, la più famosa della letteratura: La “Secchia rapita” cantata dal poeta modenese Alessandro Tassoni nel 1624.

La storia (qui intesa come trama dell’opera) narra, in termini burleschi e canzonatori, dell’eterna rivalità fra Modena e Bologna: due città troppo vicine, e troppo sanguigne, per non accapigliarsi ad ogni occasione. E con ogni pretesto, come la proprietà di una comunissima secchia tarlata, di quelle che si usano per tirar su l’acqua da un pozzo. Per via della secchia trafugata dai modenesi scoppia una guerra eroicomica che dura ben dodici canti; vi prendono parte l’Olimpo al completo, re Enzo, e personaggi quali la guerriera Renoppia e il conte di Culagna.

Alla Secchia Rapita si sarebbe ispirato il poeta ottocentesco Giuseppe Ceri, che in un poemetto racconta della spedizione terrena di tre divinità dell’Olimpo: Bacco, Marte e Venere. I tre, venuti a dar man forte ai modenesi (ciascuno secondo le proprie competenze) in una delle tante guerre contro i bolognesi, si fermarono a dormire in una locanda di Castelfranco Emilia, al confine tra le province delle due città belle e belligeranti.

Il locandiere (poteva andare diversamente?) venne conquistato dalle meravigliose  fattezze di Venere,  e decise di riprodurne  l’ombelico – che era  riuscito a sbirciare – con la pasta sfoglia che stava preparando giù in cucina.

A questo punto la leggenda tace, soddisfatta. E salta su la petulante Storia: è tutto sbagliato.

Tanto per cominciare, Tassoni  era modenese, e non avrebbe mai fissato a Castelfranco – avamposto dei Bolognesi – il luogo di nascita  del così aspramente conteso tortellino. A conferma di ciò,  nella “Secchia rapita” – prosegue implacabile la Storia – dell’ombelico  di Venere   non c’è traccia né impronta: l’invenzione è dunque tutta farina del sacco di Ceri, che nei suoi versi dice testualmente:

“….e l’oste, che era guercio e bolognese,

imitando di Venere il bellico

e con capponi e starne e quel buon vino

l’arte di fare il tortellino apprese.”

Il Cervellati, storico degno di fede, segnala che nel secolo XII a Bologna si mangiavano i “tortellorum ad Natale”. Una festività, quella natalizia, molto vicina al solstizio d’inverno (il 21 dicembre).

Da quelle parti, in quei giorni fa un freddo da accapponare la pelle. E quale alimento è più corroborante e calorico del brodo di cappone, tuttora il più fedele compagno del tortellino?

D’accordo; questa non è una prova, è una supposizione.  Ma tocca accontentarsi: prima del XII secolo non è stato trovato alcun riferimento al tortellino.
Solo in seguito comincia a comparire qualcosa; in un libro di ricette trecentesche alcune fonti fanno riferimento a una ricetta dei “torteleti de enula”, un’erba presente in Emilia.

La ricetta è redatta in dialetto modenese, che conclude così: “…e poi faj i tortelli pizenini in fogli di pasta zalla”.  Il riferimento alla pasta sfoglia, gialla per la presenza delle uova, appare di evidenza solare: e “pizenini”, piccini sono questi “tortelli”, proprio come attualmente sono i tortellini.

Siamo comunque ancora nel campo delle possibilità. E ci resteremo per tutto il 400. In compagnia di  Giovanni Boccaccio.
Nel terzo racconto dell’ottava giornata del Decamerone, Calandrino, Bruno Buffalmacco,  alla ricerca dell’elitropia, la pietra che fa diventare invisibili, finiscono nel Paese di Bengodi, dove “…stavan genti che niuna cosa facevan che far maccheroni raviuoli e cuocergli in brodo di capponi.”
Ma quali maccheroni raviuoli!, dicono gli emiliani. Dovevano essere certamente dei tortellini: chi sprecherebbe così del delizioso (e sostanzioso) brodo di cappone?

Per uscire dal territorio del forse, ed entrare in  quello del probabile, dobbiamo arrivare al 1500, cifra tonda.  Nel diario del Senato di Bologna quell’anno si riporta che a 16 Tribuni della Plebe riuniti a pranzo fu servita (tra l’altro) una “minestra de torteleti”: una ricetta che è probabilmente quella degli odierni tortellini. Pochi anni dopo, nel 1570, un Cuoco bolognese (forse Bartolomeo Scappi, cuoco di Pio V) fece stampare un migliaio di ricette tra cui c’era pure quella dei tortellini.
Da questo momento si viaggia più spediti. Nel 1664 Vincenzo Tanara, nel citatissimo (a ragione) “L’economia del cittadino in Villa”, descrive i “tortellini cotti nel burro”.
Nel 1842 il francese Valery, viaggiatore e bibliografo, segnala un “ripieno di sego di bue macinato, tuorli d’uovo e parmigiano”, che altri non è se non il trisavolo  del tortellino attuale.

Il tortellino era insomma nato, e stava benissimo. Ma non viveva mai abbastanza a lungo da farsi conoscere: per le caratteristiche della pasta  e del ripieno, in capo a pochi giorni, se non veniva mangiato, era infatti da buttare.

Per la consacrazione dei tortellini bisognava trovare il sistema per  conservarli. Vi riuscirono i fratelli Bertagni, che nel 1906 riuscirono a portarli  fino in California, alla Fiera di Los Angeles, dove furono molto apprezzati. Segno che si erano mantenuti bene.

Da allora il tortellino si è affermato, e non si è fermato più.

Tratto da www.tortellini.it

Tortellini – La ricetta

Di Anna, Ida, Rina

Tortellini

Foto proveniente da Wikipedia

Ingredienti per 3-4 persone

Preparare la pasta con 3 uova e 3 hg di farina (la quantità di farina varia in relazione alla grandezza delle uova, conviene stare sempre un po’ scarsi ed aggiungerne man mano). Quando uova e farina sono ben almagamati tra loro, si forma una bella palla gialla e la si lascia riposare.

Nel frattempo si prepara il ripieno:

  • 1,70hg di lombo
  • 1,30hg di mortadella
  • 1,50hg di parmigiano reggiano grattugiato
  • sale, pepe, noce moscata q.b.

Il lombo e la mortadella devono essere macinati finemente, conviene compiere questa operazione 2 volte, si amalgamano tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

Tirare a questo punto la sfoglia cercando di renderla il più sottile possibile (una volta si diceva che doveva essere tanto sottile che dalla sua trasparenza si poteva intravvedere San Luca).

Ritagliare dalla sfoglia con l’apposita rotella dei piccoli quadrati sui quali disporrete a mucchietti il ripieno, piegateli a triangolo e arrotolateli nella forma caratteristica.
Cuocerli nel brodo, rigorosamente di carne, e servirli.

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